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WORKS

Opere selezionate

Opere significative che ricalcano il percorso artistico ed espositivo dell'artista.

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1984

1984 è un capitolo dove l'artista ricostruisce frammenti di corpi e forme embrionali frazionate in blocchi di ferro grezzo. Ricalca il crescere in una realtà che indottrina l'individuo, lo soggioga e lo tramuta in un semplice numero, conforme alle idee e alle decisioni di un potere che lo opprime.

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Figli della natura

Figli della natura è un capitolo di vicinanza a quelle vibrazioni intime che proviamo. è un rifugio dell'anima, un caloroso abbraccio con la parte naturale di noi stessi, sepolta sotto strati di artificio e vestiti sintetici. Figli della natura ci lega agli elementi primordiali cui apparteniamo.

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Radici

Radici è un capitolo dove l'artista scava in profondità, cerca quel legame primordiale con una natura fragile, malata e contaminata, che si riversa sul nostro vivere, nelle nostre città. Radici che sbucano da terreni cementizi, che diventano pietra, che diventano culle di speranza.

Il mio lavoro nasce da una riflessione sugli istanti primari di fusione tra feto e mamma, simbolo di innocenza, protezione e armonia con la natura. Indago il momento in cui questa purezza si incrina, non a causa di un mondo malato in sé, ma per l’azione dell’essere umano che lo corrompe.

Questa contaminazione si riflette nella mia ricerca, che mette in dialogo natura e materia urbana – metallo, cemento, acciaio – esplorando il conflitto e l’equilibrio tra questi due poli. Attraverso la scultura e pratiche sperimentali, do forma alla mia angoscia e alla tensione verso questo futuro incerto.

I miei lavori diventano così spazi interiori: tentativi di ritrovare una “casa” quieta e imperturbabile.

Perché le case non sono di cemento.

My work stems from a reflection on the primary moments of fusion between foetus and mother, a symbol of innocence, protection and harmony with nature. I investigate the moment when this purity is shattered, not because of a world that is inherently sick, but because of the actions of human beings who corrupt it.

This contamination is reflected in my research, which brings nature and urban materials – metal, concrete, steel – into dialogue, exploring the conflict and balance between these two poles. Through sculpture and experimental practices, I give shape to my anxiety and tension towards this uncertain future.

My works thus become interior spaces: attempts to find a quiet and imperturbable “home”.

Because homes are not made of concrete.

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